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Montenegro: uno stato giovanissimo
Insieme al Kosovo è il più recente stato sovrano del mondo, avendo dichiarato la sua indipendenza solo il 3 giugno 2006, all’indomani del referendum con cui, il 21 maggio, il 55% della popolazione disse sì alla separazione dalla Serbia. Un’indipendenza indolore, e immediatamente ratificata da Belgrado, ma giunta al termine di un lento percorso di affrancamento dall’ingombrante vicino serbo, all’indomani della disgregazione dell’ex Jugoslavia, protrattasi durante tutti gli anni ‘90. Grande poco più della Campania e con una popolazione inferiore a quella di una città come Genova, il Montenegro è una regione prevalentemente montuosa affacciata al mare Adriatico e confinante con Croazia, Bosnia-Erzegovina, Serbia e Albania. Il nome del Paese fa riferimento al colore scuro delle foreste che un tempo coprivano le Alpi Dinariche e che fu dato a quella regione dai veneziani. Podgorica, la capitale, è una città di circa 140mila abitanti, poco meno di un quarto di tutta la popolazione montenegrina. Il Paese è oggi impegnato nel processo di avvicinamento all’Unione europea. L’aria dell’Europa, però, nella terra che ha dato i natali alla regina Elena, consorte del re Vittorio Emanuele III di Savoia, si respira già da tempo, visto che la moneta normalmente usata nei pagamenti è l’euro, eredità del marco tedesco, adottato fin dagli anni ‘90. Il Montenegro è una repubblica parlamentare. Il presidente della repubblica è Filip Vujanovic del partito dei Democratici socialisti (Dps). Dal punto di vista economico, il Montenegro si trova oggi nel mezzo di un processo di privatizzazione e liberalizzazione, della cui trasparenza molti dubitano, ma dal cui successo dipenderà il futuro sviluppo del Paese. Ma la maggiore risorsa economica, su cui il governo di Podgorica ripone grandi aspettative, è il turismo, ancora poco svilippato. Secondo stime di esperti, il Montenegro ha le potenzialità per generare crediti di circa 2,5 milioni di tonnellate di CO2 eq all’anno, come l’Albania. Tra i potenziali progetti CDM sono previsti, nel settore rifiuti, discariche con recupero dei gas e progetti per la combustione di metano e trattamento di letame da allevamento. Nel settore delle rinnovabili sono stati individuati progetti per produrre energia da biomasse e mini centrali idroelettriche e, in tema di efficienza energetica, sono state individuate iniziative nell’illuminazione pubblica di alcuni comuni, in un centro sportivo, in un’acciaieria e presso una fonderia. Compaiono anche un progetto per cambiare il combustibile, da fossile a biomassa, in un’azienda di lavorazione del legno e il rimboschimento di territori degradati. Contatti IN ITALIA Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare In montenegro: CHRISTIAN MELIS
Ministry for the Environment, Land and Sea
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