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Macedonia: ancora dispute sul nome
Si fa presto a dire Macedonia. In realtà fin dall’indipendenza, tra il 1990 e il 1991, la repubblica balcanica, nata dalla disgregazione della Jugoslavia, ha in corso una disputa sul suo nome. Che Atene rivendica per l’omonima regione greca, mentre il governo di Skopje lo ha adottato per la denominazione ufficiale del Paese, Repubblica di Macedonia. Il risultato è che nel 1993 l’Onu ha riconosciuto la repubblica col nome di "Former Yugoslav Republic of Macedonia" (ex repubblica jugoslava di Macedonia). Denominazione adottata, in seguito, anche da altre organizzazioni internazionali, tra cui l'Unione Europea e la Nato. Attualmente 118 stati (inclusi gli Stati Uniti, la Russia, la Cina e l'Italia) riconoscono la nazione come "Repubblica di Macedonia", o semplicemente "Macedonia", mentre tutti gli altri Paesi la riconoscono come "Former Yugoslav Republic of Macedonia". La Macedonia, chiamiamola così per semplicità, è oggi un Paese di poco più di 2 milioni di abitanti, di cui circa 600mila residenti nella capitale e nel suo circondario, distribuiti su una superficie di quasi 28 mila chilometri quadrati, all’incirca la stessa superficie della Sicilia, e una densità di appena 79 abitanti per chilometro quadrato (in Italia, 196). Confina con Albania, Serbia, Bulgaria e Grecia, Paesi, questi ultimi, con cui condivide la regione geografica della Macedonia. Oltre alla capitale, altri importanti centri sono Bitola, Kumanovo, Prilep e Tetovo, tutte con una popolazione superiore a 50mila abitanti. Dal punto di vista politico, la Macedonia è una repubblica parlamentare monocamerale (il capo del governo è Nikola Gruevski, 37 anni), mentre dal punto di vista amministrativo il territorio è diviso in 78 municipi. L’agone politico si caratterizza ancora e soprattutto su base etnica tra la maggioranza macedone e la minoranza albanese (tra l’altro la questione del bilanciamento dei poteri tra le due comunità portò a una breve guerra civile nel 2001). In ambito internazionale, invece, il Paese fa parte dell’Onu ed è candidato all’ingresso nella Nato e nell'Unione Europea. Dopo la grave crisi economica successiva all’indipendenza, la Macedonia marcia, dal 2002, a buoni ritmi di sviluppo, anche se il Pil resta estremamente basso per gli standard europei: 6,3 miliardi di dollari a prezzi correnti nel 2007, il 4,7% in più rispetto al 2006 (3.039 dollari pro capite). Secondo le stime del ministero dell’Ambiente italiano, il potenziale di carbonio della Macedonia è di circa 4 milioni di tonnellate di CO2eq all’anno. I progetti Cdm individuati dal ministero dell’Ambiente rientrano nei seguenti settori: rifiuti (discariche con recupero di gas, recupero di metano da allevamenti), energie rinnovabili (eolica, biomasse e geotermica), efficienza energetica (ottimizzazione di un centro clinico universitario, illuminazione stradale), sostituzione combustibile (passaggio da petrolio a gas in una centrale termica) e assorbimento di carbonio (afforestazione di una zona centrale del Paese). Contatti IN ITALIA Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare In macedonia: GIORGIO MATTIELLO Ministry for the Environment, Land and Sea
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